L'INTELLIGENZA
Il Q.I. : I primi test di intelligenza, ideati da Alfred Binet e Théodore Simon agli inizi del Novecento, servivano a identificare studenti con difficoltà scolastiche. Nel 1905, Binet sviluppò la scala Binet-Simon, che misurava l'età mentale e lo sviluppo cognitivo tramite
60 domande su diverse aree di apprendimento. Successivamente, Lewis M.
Terman rielaborò il lavoro di Binet, creando la scala Stanford-Binet e formulando nel 1916 il concetto di Quoziente di Intelligenza (Q.I.),
calcolato con una formula semplice.
La curva a campana : David Wechsler, uno psicologo, nel 1939 creò un nuovo test di intelligenza. I punteggi dei test non dipendevano solo dall'età mentale, ma confrontavano i risultati con la media del gruppo. Il QI (quoziente intellettivo) indica l'intelligenza di una persona rispetto alla media. Le prove di Wechsler si dividono in verbali (comprensione, interpretazione testi)
e non verbali (completamento, riordinamento, individuazione dettagli visivi).
Le prove non verbali sono meno influenzate dall'istruzione. Nel test di Wechsler, i punteggi hanno una distribuzione a campana con una media di 100 ed è più vantaggioso della scala di Binet per i punteggi più alti. La maggior parte della popolazione si concentra intorno alla media e la distribuzione dell'intelligenza è simmetrica .
La scala di mais iv : Questa è un'analisi della scala WAIS IV
(Wechsler Adult Intelligence Scale, IV edizione), una scala di misurazione dell'intelligenza ampiamente utilizzata.
Oltre a calcolare il Q.l., la WAIS IV fornisce indicazioni su eventuali carenze. Le indagini suggeriscono che un Q.l. elevato è un buon predittore dei risultati scolastici e del successo nella vita, indicando la capacità di prevedere il successo e l'efficacia non solo in base alle misurazioni dei test, ma anche in relazione al successo lavorativo e alle relazioni.
Nel 2008, la WAIS IV ha subito un'ulteriore revisione, superando le prove verbali e non verbali per arrivare a un quoziente di intelligenza totale (Q.I.T.) attraverso quattro
diverse competenze:
-Comprensione verbale: la capacità di utilizzare il linguaggio e formulare
-concetti verbali.
-Ragionamento visuo-percettivo: la valutazione delle capacità di ragionamento non verbale e di risoluzione dei problemi, come la ricostruzione di immagini con cubi e puzzle.
-Memoria di lavoro: l'abilità di immagazzinare nuove informazioni e rielaborarle, misurata attraverso prove di ragionamento aritmetico,
-memorizzazione e riordinamento di cifre.
-Velocità di elaborazione: la capacità di rispondere prontamente alle richieste tramite la focalizzazione dell'attenzione, con prove di cancellazione e ricerca di simboli.

Commenti
Posta un commento